Tutela delle colonie dei gatti randagi in Brescia

 

Tra le indicazioni fornite dalla legge 281/91 “Tutela del randagismo” e quelle della successiva Legge Regionale 33/2009 “Lotta al randagismo e tutela degli animali d’affezione” e della Legge Regionale n. 15/2016 è recepito il compito delle Associazioni (costituite spontaneamente da privati e senza scopo di lucro) di occuparsi del mantenimento e controllo degli animali cosiddetti randagi che, in caso si tratti di gatti, spesso sono ritrovabili sul territorio in gruppi piuttosto numerosi.

La crescita esponenziale delle colonie di felini è dovuta alla compresenza di alcuni elementi specifici, ossia:

  • in primis, la presenza di almeno una gatta femmina che – anche in condizioni particolarmente disagevoli – può partorire fino a 12 cuccioli l’anno
  • l’intervento di una persona che porta nutrimento, anche se non in maniera continuativa
  • l’assenza o la scarsa presenza di fattori di rischio per la sopravvivenza o potenziali nemici (tra cui anche l’uomo)

In situazioni ricorrenti come quella sopra esposta diventa assolutamente importante diffondere la cultura del rispetto verso i randagi anche attraverso la loro sterilizzazione, prevista dalla Legge 281 e secondo la quale le Associazioni possono tramitare l’animale all’ATS per la sterilizzazione gratuita e per la successiva reimmissione territoriale dove era stato prelevato, in osservanza agli standard etologici di specie.

Inoltre la “deportazione territoriale” delle colonie feline è  anche vietata per Legge (se esse stazionano su suolo pubblico) ed estremamente pericolosa per gli animali che, spostati in un contesto ambientale sconosciuto, tendono a disperdersi a rischio della loro incolumità, vanificando gli sforzi fatti per la loro tutela.

Una colonia “fermata” (tecnicamente una colonia nella quale tutti gli animali sono sterilizzati e tenuti sotto controllo dalla preziosa opera di “gattari”) rappresenta un gesto di estrema civiltà verso la vita di esseri viventi che, spesso, non hanno volontariamente scelto di essere randagi. Continuano infatti a essere sempre numerosi i casi di abbandono di gatti comuni domestici o addirittura di pura razza equiparati a “beni di consumo” degradabili o scomodi.

Il monitoraggio da parte del “gattaro” diventa prezioso sia rispetto al controllo del numero degli animali che rispetto al loro stato di salute (decisamente migliore in caso di gatti sterilizzati), impedendo la diffusione di malattie endemiche, le quali sono fonte di problemi igienici e ambientali, ma anche quelle di patologie (anche letali) legate agli accoppiamenti o ai combattimenti casuali.

Nella stessa logica è ancora necessario promuovere campagne di sterilizzazione verso gli animali di proprietà per non accrescere le schiere di “indesiderati” rilasciati a territorio e destinati molto spesso a una fine miserevole e dolorosa, anche perché diventa praticamente assai difficile collocare in maniera sicura e dignitosa la cucciolata di casa, mentre risulta molto facile l’abbandono indiscriminato.

Le Leggi citate in precedenza si fermano alla tutela dell’animale ma non prevedono alcun contributo né indicazioni di orientamento per il finanziamento delle Associazioni di volontariato che lavorano in questo campo e si occupano di gatti randagi.

Il nostro gattile non percepisce denaro pubblico o da istituzioni italiane.

Inoltre sono numerosi i casi di mici  investiti e feriti (o ritrovati traumatizzati ed agonizzanti) che spesso necessitano di operazioni chirurgiche e/o ortopediche complicate e costose per le quali dobbiamo affidarci a pagamento al veterinario.

La copertura per tutti questi costi è affidata esclusivamente alle donazioni private o all’autofinanziamento dei volontari.

Ogni anno l’Associazione fa sterilizzare centinaia di animali, in svariati contesti distribuiti in tutta la Provincia, ma vorrebbe poter fare di più.

Infatti le segnalazioni raccolte che sono all’incirca 600 mediamente ogni anno, ci portano purtroppo a conoscenza di presenze di felini randagi o semi-randagi, spesso in stato di grave abbandono a discapito della già triste e difficile qualità di vita del gatto nato o abbandonato in strada.

Nella nostra sede, da cui transitano ogni anno centinaia di gatti, lavorano sempre in maniera gratuita oltre 30 volontari che si alternano ai turni di pulizia, accudimento e cura 365 giorni l’anno, Natale, Capodanno e festività comprese.

La buona volontà degli attivisti non basta. L’opera può continuare solo in presenza anche di contributi economici indispensabili per l’attività.

Grazie anticipatamente per quanto potrete fare non per noi, ma per gli animali, ai quali (pur senza voce) deve andare rispetto e tutela.