
William S. Burroughs – Ed. Adelphi — Narrativa —
Anticonvenzionale nelle esperienze di vita e nei suoi scritti, William Seward Burroughs (1914-1997) è stato uno scrittore statunitense appartenente alla cosiddetta beat generation, “folgorato” dal carismatico rapporto con il gatto.
Una serie di appunti raccolti nel tempo (tra l’82 e l’85) sull’intrecciarsi di sue vicende personali con quelle del gatto Ruski, o forse (su un altro piano di lettura) sulle complesse dinamiche di interazione anche arcane tra l’uomo e l’essenza spirituale (ma anche squisitamente concreta) del gatto.
I passaggi successivi, tratti dal libro, ben evidenziano questo affascinante rapporto:
“Circonda questa creaturina fiduciosa anche un’aura fatale e triste. Nei secoli è stata abbandonata molte volte, lasciata morire in freddi vicoli urbani, in torridi terrains vagues assolati, tra cocci e terraglie, ortiche, muri crollati. Tante volte ha gridato aiuto invano …”
“ Il gatto non offre servigi. Il gatto offre sé stesso. Naturalmente vuole cura e un tetto. Non si compera l’amore con niente. Come tutte le creature pure, i gatti sono pratici.”
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