Testo a cura di Donatella

 

 

 

Il luogo comune vorrebbe che il gatto “si affezioni solo alla casa”.
Questo assunto, ampiamente superato da decine di testimonianze contrarie da parte di affidatari che ci riportano episodi personali fortemente emotivi con il proprio micio, resta pur sempre vero per quanto riguarda la fondamentale importanza (nel gatto) della relazione con l’ambiente inteso come territorio nel quale lui si muove.

In altre parole è possibile dire che la qualità di vita del nostro micio è influenzata principalmente da:

– il suo carattere ed imprinting neo-natale;
– esperienze e confronto con l’ambiente (interno/esterno)
– inter-relazioni con gli esseri umani

oltre che naturalmente da un controllo sanitario periodico dal veterinario che monitorizzi il suo benessere ed escluda patologie organiche.

I maggiori benefici, dal punto di vista felino, si ottengono con una combinazione positiva ed equilibrata tra i diversi fattori sopra evidenziati.
Una risposta comportamentale alle sollecitazioni esterne non armonica o decisamente alterata (indipendentemente da quale sia la fonte del fattore stressore) può essere catalogata come stress, a maggior ragione se l’evento è reiterato nel tempo. In alcuni casi addirittura può arrivare a compromettere la salute fisica dell’animale.

Carattere e imprinting neo-natale

Non è prassi della nostra Associazione affidare gattini piccoli o piccolissimi (almeno fino a 60 giorni di età peraltro come previsto dalla Legge), anzi spesso respingiamo le richieste esplicite di adozione dei più piccoli, avvalorando la funzione della gatta madre durante questo periodo neonatale.
Se i gattini sono domestici e vengono trovati con la madre, cerchiamo di lasciarli con lei il più a lungo possibile poiché è in questo momento che la gatta avvia verso la prole una sorta di educazione comportamentale e di sopravvivenza, dosando la loro aggressività e calibrando il loro energico entusiasmo.
Questa fase risulta importantissima nella crescita del micino, tant’è che gatte madri “inesperte” (soprattutto se molto giovani e senza patrimonio d’esperienza) spesso risultano inefficaci nell’educazione del cucciolo.
Se viceversa i piccoli vengono trovati orfani si cerca di metterli in gruppo e comunque darli in affido a gatte che già allattano ospitate dalle “balie”, ossia volontarie che si occupano di accudirli e manipolarli frequentemente.
In questo modo i mici si abituano sin da piccoli ad essere in contatto con le persone e a riceverne in ritorno una esperienza considerata positiva per la loro socializzazione.

In questo caso la sollecitazione progressiva con coccole e carezze al micio da parte della balia è finalizzata a generare nell’animale eu-stress (ossia stress positivo e gratificante).
Difficile o praticamente impossibile la domesticazione di gattini completamente selvatici che entro le 8 settimane di età non abbiano avuto contatti con l’uomo. In questo caso il micio è destinato a restare selvatico o, nella miglior combinazione possibile, un semi-selvatico che non si farà avvicinare con facilità dalle persone.

Esperienze in e out

La casa/tana (in) e il territorio (out) possono essere fonti infinite di eventi stressori. Basti pensare ad esempio alla presenza sul territorio di altri gatti.
Il micio che può entrare e uscire a piacimento da quella considerata come casa-rifugio è spesso in perenne movimento quasi come un soldato in pattuglia: alla fase di ispezione esterna segue sempre quella di riposo/rifocillamento al quartier generale.
Da animali intelligenti quali essi sono, riescono a memorizzare intere “mappe geografiche” del circondario, evitando accuratamente giardini con cani, aiuole con impianti di irrigazione, reticolati e recinzioni e muovendosi secondo percorsi felini specifici dove vengono lasciate anche le loro tracce olfattive per marcatura, proprio al fine di tracciare una “griglia” di movimento esente da possibili imprevisti (fonti di stress) e priva di pericoli evidenti.
Una volta rientrato al sicuro in casa il gatto, animale che apprezza le abitudini piacevolmente consolidate, punterà diretto al miglior posticino scelto come branda (che spesso coincide con la vostra poltrona preferita o il vostro letto …) che gli garantisca un indisturbato riposo.

In generale si terrà alla larga durante l’uso di elettrodomestici rumorosi o fastidiosi come l’aspirapolvere e da tutti quegli eventi disorientanti che prevedono la presenza in casa di numerose persone, ritenute spesso degli invasori abusivi (anche se sappiamo di mici che apprezzano la lavatrice in centrifuga e altri che saltano in grembo a chiunque durante le cene familiari!)

Inter-relazioni con gli esseri umani

Tra le molte domande che noi poniamo ai nuovi affidatari ci sono sempre quelle riguardanti lo spazio (inteso come casa) dove vivrà il micio ma anche il tempo che sarà possibile dedicargli, sfatando di nuovo il mito che vuole il gatto come animale solitario.

I gatti apprezzano sfogare le loro energie anche interagendo con gli umani e spesso questa interazione ha gli stessi schemi del gioco a simulazione della caccia e della lotta praticato tra micini a poche settimane dalla nascita.
Quindi viene spesso raccomandato di non offrire le proprie mani o i piedi come elemento di gioco ma di scegliere più convenientemente tra le decine di giochi predisposti a tal fine.
Il gioco è un altro dei meccanismi di compensazione energetica felina (soprattutto se l’animale vive in appartamento senza accesso all’esterno), ancor più positivo se è possibile finalizzarlo con la cattura “vera” della “finta” preda.

Anche in questo caso l’esperienza raccolta nel tempo ci dice che spesso i mici compagni di persone anziane con stili di vita estremamente tranquilli e poco movimentate finiscono con il diventare animali molto sensibili anche a minimi eventi e schivi quasi al punto da evitare e reprimere ogni curiosità.

Diventa quindi di fondamentale importanza valutare complessivamente tutti gli aspetti di vita nel quale il nostro micio viene inserito.
Conoscere questo contesto significa anche aiutare l’animale a calibrare per lui felici soluzioni compensative che tengano conto del suo punto di vista, traendone a nostra volta benefici indiretti insospettabili.