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lucky

Domenica 7 settembre 2008 – ore 17.
Durante la fiera di Bagnolo Mella, un cucciolo meticcio-spinone si è intrufolato nel locale dove c’era il banco della nostra Associazione creando scompiglio tra i numerosi presenti. La fiera nel pomeriggio si è affollata e molte famiglie avevano con loro i bambini nel passeggino.
Il cagnolino tentava di salire su quasi tutti quelli che vedeva e, in generale, pareva gradire molto la presenza dei piccoli.
Le madri, ovviamente, hanno incominciato a lamentarsi.
Ad un certo punto si è persino accasciato a fianco di Miriam, la volontaria al banco insieme a me, quasi in cerca di un possibile punto di riferimento.
L’ho legato con una corda provvisoriamente usata a mo’ di guinzaglio e ho sostato con lui quasi un’ora in ingresso fiera sperando che (nella moltitudine di passanti) qualcuno lo riconoscesse. E’ stato avviticchiato sui miei piedi durante tutto il tempo, sonnecchiando tranquillo nonostante la marea umana che si muoveva indifferente intorno a noi.
Portava un collare senza inciso nulla e ho chiesto che venissero fatti almeno un paio di annunci pubblici per il ritrovamento ma, in generale, non ho trovato altra collaborazione. Quasi tutti quelli che ho fermato, sia gli addetti del comune che gli espositori insistevano perché lasciassi il cane libero di andare dove volesse.
Anche solo allentando la corda-guinzaglio il suo obiettivo sembrava quello di aggregarsi alle famiglie con bambini, verso le quali si precipitava festoso.
Ore 18.
Un espositore mi segnala che il cucciolo è stato visto anche il giorno prima forse al guinzaglio con una signora.
Io e Miriam cominciamo ad avere il sospetto che sia davvero stato abbandonato, addirittura il giorno precedente.
Ore 18.30.
Cerco di rintracciare una persona che ho visto altre volte in fiera che mi dicono essere molto sensibile verso gli animali.
Quando Mario arriva (questo è il suo nome) ha molta più lucidità di me e Miriam, ormai direttamente coinvolte nelle ricerche, peraltro vane.
Anche delle espositrici – due sorelle inglesi che sono in Italia da 20 anni - ci hanno supportato molto.
Hanno raccontato di avere 3 cani (trovatelli) oltre a circa 15 gatti (sterilizzati) adottati dal territorio.
Si sono offerte di stare al banco intanto che io giravo per la fiera con il cucciolo.
E ogni 15 minuti mi chiedevano aggiornamenti.
Insieme a Mario, arrivano 2 ragazzine e un bambino che si offrono di mischiarsi tra i visitatori insieme al cane e promettono che se verrà riconosciuto, condurranno da noi anche il proprietario.
Ore 20.00.
Le ragazzine ci riconsegnano il cane, che durante il giro nessuno ha riconosciuto. Si impegnano a tornare dopo cena per un ulteriore tentativo prima della chiusura della manifestazione.
Ore 21.00.
Ceniamo io, Miriam e anche il cane. Io e lei con polenta, formaggio e patatine. Lui con l’unica lattina di cibo per gatti che ho in auto e che viene divorata in 15 secondi netti. Decidiamo con Mario che chiuderemo il cane in una stanza riparata durante i fuochi d’artificio alle 22.30 per evitargli traumi e stress.
Luisa, consultata telefonicamente, ci suggerisce l’unica strada percorribile.
I vigili urbani dovranno essere avvisati dell’abbandono e provvedere a telefonare al Canile di competenza per il ritiro del cane la mattina successiva.
Miriam, in crisi emotiva, rifiuta questa soluzione. |
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Ore 21.45.
Per un attimo ci illudiamo che il cane abbia trovato una nuova possibile adozione. Lo prendono in carico padre e figlia per portarlo a far vedere al nonno che abita con loro, cui è morto un altro cane anziano. Nel giro di 15 minuti rientrano sconsolati con il cane in braccio e la figlia singhiozzando mi dice che è invece la madre che non lo vuole. Il padre altrettanto deluso la trascina via.
Miriam è sul limite della crisi di nervi. Io mi fumo una sigaretta (sì, avete letto bene).
Ore 22.00
Ricompare una delle bambine di prima insieme a Caterina, sua amica e che non sa nulla della storia del cane.
La bambina che lo ha portato in giro in fiera è comunque convinta che sia stato adottato, avendolo visto uscire in braccio ai signori che invece l’hanno già riportato.
Spiego a Caterina la storia, e lei senza esitare un attimo parte rincorrendo Miriam che è fuori tra la gente con il cane.
Io non ho assistito alle manovre della piccola intraprendente che più che una bambina sembrava un manager nel corpo di una undicenne.
Miriam dice che, con la determinazione di un adulto, Caterina ha:
- tirato fuori suo padre dal tendone dove stava cenando facendogli una telefonata imperiosa
- strapazzato il medesimo che faceva spallucce e adduceva scuse per l’adozione (“Caterina, abbiamo già due pastori tedeschi e non possiamo”)
- replicato in maniera sintetica “Accidenti, non capisci: noi DOBBIAMO trovare un nuovo padrone a questo cane, perché va in canile domani … hai capito: C-A-N-I-L-E!”
- suggerito che il nonno (rimasto senza cane e contemporaneamente vedovo due anni fa) poteva essere l’affidatario.
Quando il nonno (trascinato fuori da casa da Caterina) è arrivato al nostro banco e ha visto il cane gli sono venuti gli occhi lucidi … poteva già bastarmi.
Stavano esplodendo i fuochi (erano le 22.45) e il cucciolo dormiva straiato lungo e tirato, senza muovere nemmeno un orecchio.
Non gliene poteva fregare di meno dei botti.
Ho chiesto a Caterina di scrivermi i telefoni suoi e del nonno e domandato se potevo andare a visitarlo con lei.
Senza perdere neanche un minuto ha segnato i numeri e il nonno, con il cane in braccio, quasi si mette a piangere.
Mi ha detto che se saltasse fuori il proprietario lui glielo renderà ma che se non arriva nessuno lo porta entro una settimana dal veterinario.
Il nonno ha quindi chiesto a Caterina che nome volesse dargli, visto che tanto aveva fatto per lui.
E lei – senza esitazioni – ha risposto “Beh, direi che è stato fortunato quindi lo battezzo Lucky”.
Sembrava di stare in un film … mentre fuori i fuochi rumorosamente si avvicinavano alla fine facendo da colonna sonora e la tensione si scioglieva nei sorrisi reciproci...
E oggi 17 settembre (sempre io e Miriam) abbiamo fatto una visita domiciliare di verifica.
Nonno Felice (eh già, si chiama proprio così come nelle fiabe … non un nome qualsiasi) ha recintato il giardino con la rete per evitare che Lucky sgusci via, mentre Caterina mi raccontava che dovevano scegliere insieme la nuova cuccia da esterno. Il cucciolo è silenzioso ma vivacissimo e ha già imparato a restare sulla soglia d’ingresso, senza protestare, mentre le buche che scava nel piccolo giardino aumentano continuamente ….
Felice ci diceva che Lucky mugula solo un po’ quando sa che non potrà uscire con lui. Ma Caterina e suo fratello sono spesso a giocare con il cagnolino nel pomeriggio dopo scuola e Lucky li rincorre proprio come gli piace fare, atterrando ai loro piedi.
Il veterinario ha confermato che il cucciolo ha solo 6 mesi, gode di ottima salute e non aveva microchip.
Lucky di nome e di fatto.
A noi è sembrato un vero happy ending … e a voi?
16/10/2008, aggiornamento: Felice ci invia una bella foto di Lucky nella sua nuova casa!!!

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