TELEFONO DIFESA ANIMALI

PONCARALE (BS)

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Pubblicato da Brescia 7 Giorni e giornale di brescia a dicembre 2008
Il gattile di Poncarale diventa una storia di Natale

Gli articoli, pubblicati da Brescia 7 Giorni il 07/12/08 e dal Giornale di Brescia il 21 dicembre 2008, parlano del libro del Gattile.

Leggi l'articolo di Brescia 7 Giorni e del Giornale di Brescia!

 

 


Pubblicato dal Bresciaoggi il 2/4/2008
CANI E GATTI ABBANDONATI: A BRESCIA C'E' LO SPORTELLO

L’articolo, pubblicato dal Bresciaoggi il 2/4/2008, parla del servizio di consulenza e assistenza fornito dallo Sportello Tutela Animali del Comune di Brescia, nato nel 1999 e di cui Telefono Difesa Animali è coordinatore del forum dei partecipanti.

Leggi l'articolo!

 

 


andato in onda su telecolor a aprile 2008

 

 

Intorno alla metà di marzo, una troupe televisiva dell'emittente TELECOLOR  è stata in visita al gattile per promozionare la nostra attività. Dalle riprese è nato questo bel servizio televisivo.

 


Dal bresciaoggi del 19 giugno 2007

Sempre intensa l’opera di assistenza dell’Onlus di Poncarale. Un vero e proprio «rifugio» per gatti.

 

ANIMALI, IL NUMERO AMICO

Un vecchio casello ferroviario affittato a pagamento con sede in Via Marconi 40 a Poncarale. E’ questa la sede dell’Associazione Telefono Difesa Animali onlus, un organismo formato da volontari (quasi tutte donne, specifica la presidentessa Ludovica Ferrari), che si occupa quotidianamente della difesa e tutela degli animali domestici e randagi, e di tutti i problemi relativi alla loro vita ed alla loro salute.
L’Associazione "Telefono Difesa Animali" è gestita da una ventina di volontari che nasce operativamente nel 1994 (e nel 2002 viene ufficialmente costituita) con l’intento di poter offrire un sostegno gratuito a tutti i cittadini nell’affrontare il difficile rapporto uomo-natura e venire in soccorso alle drammatiche situazioni di molti felini di oggi. Un "rifugio" per consentire una dignitosa sistemazione ai gatti in attesa della loro destinazione definitiva (affido o ricollocazione sul territorio) «nato con il compito di colmare quelle carenze territoriali che purtroppo in questo momento pesano sugli animali delle nostre città - sottolinea Ludovica Ferrari, presidentessa dell’associazione -, i quali subiscono la mancanza di adeguate strutture che forniscano assistenza gratuita. Ecco perchè il volontariato è l'unica risorsa a nostra disposizione».
Attraverso forme di divulgazione che comprendono volantinaggio, tavoli d’incontro nel centro città, servizio telefonico per consulenza e sensibilizzazione sulle tematiche ambientali, l’Associazione affronta, inoltre, numerose campagne di informazione contro l’abbandono ed il randagismo, sia canino sia felino, e divulga l’importanza della sterilizzazione. L’Associazione svolge anche un lavoro concreto a contatto con gli animali, occupandosi di sterilizzazione, cura e mantenimento di alcune colonie feline in città ed hinterland in stretta collaborazione con la Asl di Brescia. Si occupa, poi, di pronto soccorso per gli animali domestici, randagi e selvatici trovati feriti, adozione degli animali trovati abbandonati o feriti e (dopo le cure necessarie) ricerca - mediante annunci e pubblicità - di cittadini disposti all’affido; l’associazione svolge, infine, un lavoro di verifica sulle segnalazioni e denunce alle autorità competenti di casi di maltrattamento o malgoverno degli animali. Un "sos" per il gatto, dunque, e al tempo stesso una casa sicura dove riprendersi da abbandoni, maltrattamenti e incidenti. Una casa aperta 365 giorni all’anno grazie alle "gattare" che ogni giorno ricevono dalle 20 alle 30 segnalazioni di soccorso (la maggior parte durante il periodo estivo). E’ la casa di Gabbana (meraviglioso randagio nero e fratello del povero Dolce, scomparso lo scorso anno), di Ciccio (adottato da una famiglia che lo ama e si prende cura di lui), di Mirte (nonnina deliziosa strappata dalle strade di Brescia), di Miranda (cresciuta come una principessina al fianco di un’anziana signora che ora non si può più occupare di lei), di Alba (che soffre di intolleranza alimentare) e di Aristide (stupendo micio rosso, un tempo membro di una colonia felina).
Per segnalazioni: Ludovica, 333-3623224

 


Dal Giornale di Brescia del 17 febbraio 2007
17 FEBBRAIO FESTA DEL GATTO!
Il 17 febbraio si è celebrata la festa del gatto. Un occasione per ricordare i nostri amici mici, spesso adorati e coccolati nelle nostre case, ma qualche volta molto più sfortunati. Noi non abbiamo avuto molto tempo per festeggiare, indaffarati tra le cure dei nostri ospiti, segnalazioni di abbandoni, affidi dei mici più fortunati. Il Giornale di Brescia si è ricordato della ricorrenza, dedicando una bella pagina all'avvenimento.

 


Dal Giornale di Brescia del 17 maggio 2005

Una vecchia casa cantoniera trasformata in «casa di cura per felini e umani».

Poncarale diventa «Miciolandia».

Una vecchia casa cantoniera rimessa a nuovo con pareti gialle, finestre azzurre, un giardinetto curato, da cui ti aspetti che d’un tratto spunti Biancaneve. Un passaggio a livello. E attorno campagna, quella di Poncarale. «Benvenuti a Miciolandia», annuncia un cartello in via Marconi 40. È il rifugio del Telefono difesa animali, «una casa di cura per felini e per umani». Già, perché da queste parti si aggirano una dozzina di signore - ma c’è anche un uomo - «affette da un gravissima malattia, incurabile e contagiosa: la gattopatìa». Tra le altre, Albarosa, Marina, Helene, Donatella, Barbara, coordinate da Luisa, che quando finiscono di lavorare corrono qui, a curare e nutrire mici persi, abbandonati, o i cui padroni sono in vacanza. Domenica erano in compagnia dei soci dell’associazione - oltre una settantina - per l’inaugurazione del rifugio, in splendida forma a restauri ultimati, tra torte, bibite e bancarelle di oggettini «gattosi», confezionati dalle volontarie factotum. Un paio d’anni fa hanno affittato il casello dalle Ferrovie dello Stato, poi hanno pensato ad allacciare gas e tubature, a rifare pavimenti, tetti e finestre. A spese proprie. Senza smettere di collaborare con l’Asl, per le sterilizzazioni delle colonie. Ora in via Marconi tutto è perfetto, c’è aria di casa. Così la pestifera Circe, nera come la pece, Morgana, selvatica e indomabile, Camilla, anziana e ammalata e gli irresistibili, acrobatici cuccioli, stanno a proprio agio. Una quindicina di ospiti cui a breve daranno man forte le cucciolate dei randagi, rivela Luisa, già con le mani nei capelli in vista dell’estate. Il momento in cui c’è urgenza massima di volontari. Quelli che ci sono, intanto, salgono e scendono di continuo le scalette che collegano le 7 stanze - fuori c’è uno spazio arioso, cintato come una voliera - per presentare a anziani, coppie senza figli, bambini, gli ospiti a quattrozampe. Basta uno sguardo ed è subito amore. Info 333.3623224. b. ra.

 

 


Dal Giornale di Brescia dell’8 novembre 2005

Scoperti cani e gatti immersi nel degrado.

Adesso se ne farà carico un’associazione.

 

La scena che si è srotolata davanti ai loro occhi è da film dell’orrore. Immediatamente, dicono i volontari del Telefono Difesa Animali, il pensiero è volato al canile-lager di Calcinatello, otto anni fa: centinaia di cani in pochi metri, in condizioni igieniche disastrose. Stavolta non di un canile si tratta, ma di una cascina alla periferia sud della città.
Tanto verde infestato da rovi, a far da cornice a due stanzette dimesse, con grate alle finestre e vetri rotti. Dietro, segregati, un esercito di gatti in fin di vita. Almeno 50 rinchiusi in quella porzione di cascina e 30 nella boscaglia che circonda l’albergo-prigione in cui anche due cani soffrivano in gabbie anguste, in compagnia di polli, galline e sporco. A scoprirli, appunto, i volontari dell’Associazione sulla scorta di una segnalazione.  Sabato si sono inoltrati per verificare. Rotti i lucchetti, uno shock: “Indescrivibile quello che abbiamo visto – commentano Luisa ed Helene, tutt’ora al lavoro con guanti e stivaloni. Siamo stati obbligati a chiamare i carabinieri per entrare. E il sopralluogo è avvenuto a tappe, non si poteva rimanere al chiuso più di 5 minuti: l’odore era ripugnante. Dietro la porta materassi, carriole, mobili, reti. E soprattutto una spanna di escrementi a coprire le stanze. Gli animali ci camminavano dentro, ci morivano, mescolandosi alle carcasse. La fame li ha trasformati in cannibali l’uno dell’altro”.
Un ghetto, insomma, per decine e decine di gatti, spiegano i volontari, tra i quali è probabile siano finiti anche mici di casa. Qualcuno infatti è di razza e pure sterilizzato. Nel frattempo sono stati rintracciati il proprietario dello stabile e l’anziana signora che se ne occupava. Ha più di 80 anni e da un paio di settimane è in ospedale.
“E’ lei che raccoglieva gli animali e li portava laggiù – dice Luisa, dopo averle parlato. A suo modo forse li voleva aiutare. Ma essendo contraria alle sterilizzazioni, li lasciava moltiplicare per poi ucciderli con le sue stesse mani. E’ una signora che ha bisogno d’aiuto, l’abbiamo segnalata agli assistenti sociali. Anche l’appartamento in cui abita è in condizioni pietose”.
Per questo gli amici degli animali, in accordo con l’ASL per le sterilizzazioni,  non sporgeranno denuncia. La priorità ora è trovare soldi per praticare i test per la leucemia, l’aids felina e racimolare cibo. “In due giorni abbiamo bruciato 350 euro. E c’è da pensare agli affidi: 15 li abbiamo sistemati presso le associazioni e a casa nostra. Ma è poco. C’è bisogno di qualcuno di buon cuore che li adotti”. Info: 333 3623224. b. ra.

 

 

 

 

 

   
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