Tra le indicazioni fornite dalla legge 281 del 91 “Tutela del randagismo” e quelle della successiva Legge Regionale 20/7/2006 “Lotta al randagismo e tutela degli animali d’affezione” è recepito il compito delle Associazioni (costituite spontaneamente da privati e senza scopo di lucro) di occuparsi del mantenimento e controllo degli animali cosidetti randagi che, in caso si tratti di gatti, spesso sono ritrovabili sul territorio in gruppi piuttosto numerosi.
La crescita esponenziale delle colonie di felini è dovuta alla compresenza di alcuni elementi specifici, ossia: |
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- in primis, la presenza di almeno una gatta femmina che – anche in condizioni particolarmente disagevoli – può partorire fino a 12 cuccioli l’anno;
- l’intervento di una persona che porta nutrimento, anche se non in maniera continuativa;
- l’assenza o la scarsa presenza di fattori di rischio per la sopravvivenza o potenziali nemici (tra cui anche l’uomo).
In situazioni ricorrenti come quella sopra esposta diventa assolutamente importante diffondere la cultura del rispetto verso i randagi anche attraverso la loro sterilizzazione, prevista dalla Legge 281 e secondo la quale sono sempre le Associazioni che tramitano l’animale alla ASL per la sterilizzazione gratuita e per la successiva reimmissione territoriale dove era stato prelevato, in osservanza agli standard etologici di specie.
Inoltre la “deportazione territoriale” delle colonie feline è anche vietata per Legge (se esse stazionano su suolo pubblico) ed estremamente pericolosa per gli animali che, spostati in un contesto ambientale sconosciuto, tendono a disperdersi a rischio della loro incolumità, vanificando gli sforzi fatti per la loro tutela.
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Una colonia “fermata” (tecnicamente una colonia nella quale tutti gli animali sono sterilizzati e tenuti sotto controllo dalla preziosa opera di “gattari”) rappresenta un gesto di estrema civiltà verso la vita di esseri viventi che, spesso, non hanno volontariamente scelto di essere randagi. Continuano infatti a essere sempre numerosi i casi di abbandono di gatti comuni domestici o addirittura di pura razza equiparati a “beni di consumo” degradabili o scomodi. |
Il monitoraggio da parte del “gattaro” diventa prezioso sia rispetto al controllo del numero degli animali che rispetto al loro stato di salute (decisamente migliore in caso di gatti sterilizzati), impedendo la diffusione di malattie endemiche, le quali sono fonte di problemi igienici e ambientali, ma anche quelle di patologie (anche letali) legate agli accoppiamenti o ai combattimenti casuali.
Nella stessa logica è ancora necessario promuovere campagne di sterilizzazione verso gli animali di proprietà per non accrescere le schiere di “indesiderati” rilasciati a territorio e destinati molto spesso a una fine miserevole e dolorosa, anche perché diventa praticamente assai difficile collocare in maniera sicura e dignitosa la cucciolata di casa, mentre risulta facile l’abbandono indiscriminato.
Le Leggi citate in precedenza si fermano alla tutela dell’animale ma non prevedono alcun contributo né indicazioni di orientamento per il finanziamento delle Associazioni di volontariato che lavorano in questo campo e si occupano di gatti randagi.
Il nostro gattile non percepisce denaro pubblico o da istituzioni.
Nella pratica ci troviamo molto frequentemente a ospitare, anche se in transito e per pochi giorni, decine di gatti (soprattutto femmine randagie) per le quali l’operazione di sterilizzazione è decisamente più invasiva che nel maschio e non ne permette l’immediato reinserimento a territorio, in modo da rispettare i benefici dell’intervento sanitario.
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Inoltre sono numerosi i casi di mici investiti e feriti (o ritrovati traumatizzati ed agonizzanti) che spesso necessitano di operazioni chirurgiche e/o ortopediche complicate e costose per le quali dobbiamo affidarci a pagamento a veterinari sul territorio. |
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La copertura per tutti questi costi è affidata esclusivamente alle donazioni private o all’autofinanziamento dei volontari.
Ogni anno l’Associazione fa sterilizzare centinaia di animali, in svariate colonie distribuite in tutta la Provincia, ma vorrebbe poter fare di più.
Infatti le segnalazioni raccolte anche attraverso la partecipazione e presenza dell’Associazione allo Sportello Tutela Animali del Comune di Brescia ci portano purtroppo a conoscenza di numerose nuove colonie, spesso in stato di grave abbandono a discapito della già triste e difficile qualità di vita dei randagi.
Nella sede di Poncarale, da cui transitano ogni anno più di 250 animali, lavorano sempre in maniera gratuita oltre 15 volontarie che si alternano ai turni di pulizia, accudimento e cura 365 giorni l’anno, Natale, Capodanno e festività comprese.
La buona volontà degli attivisti non basta. L’opera può continuare solo in presenza anche di contributi economici indispensabili per l’attività.
Grazie anticipatamente per quanto potrete fare non per noi, ma per gli animali, ai quali (pur senza voce) deve andare rispetto e tutela.
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